Iprimi cento anni della Phantom, il primo dei modelli della Rolls-Royce, sono anche un secolo di arte. La vettura, del resto, è essa stessa un'opera. Lo ricorda Chris Brownridge, amministratore delegato della gloriosa casa automobilistica di Goodwood: “Per un secolo la Phantom ha frequentato gli stessi circoli dei più importanti artisti del mondo – dice – Il centenario della Phantom è il momento perfetto per riflettere sull'eredità infinitamente affascinante di questa automobile e sulle personalità artistiche che hanno contribuito a plasmarne la storia”. Il suo nome è stato associato a maestri come Salvador Dalí, Andy Warhol, Henri Matisse, Pablo Picasso, Christian "Bébé" Bérard e Cecil Beaton, mentre Laura Knight, la prima donna eletta membro a pieno titolo della Royal Academy of Arts, aveva impiegato una Rolls-Royce come studio mobile, dipingendo al suo interno in ippodromi come Epsom e Ascot. Non sorprende nemmeno che anche i più grandi collezionisti (da Jacquelyn de Rothschild a Peggy Guggenheim fino a Nelson Rockefeller) non rimasero indifferenti al fascino dello Spirit of Ecstasy.

Otto generazioni della limousine con lo Spirit of Ecstasy

E stupisce anche meno che in otto generazioni, la Phantom sia stata posseduta da alcuni dei più famosi creativi della storia moderna e che sia stata esposta in prestigiose gallerie di tutto il mondo in qualità di opera d'arte, a cominciare dalla Saatchi Gallery di Londra e dallo Smithsonian Design Museum di New York. L'apparizione mondano-artistico passata alla storia anche come una colossale provocazione fu quella che il marchese di Dalì di Pubol (Salvador Dalì) propose nel 1955 quando gli fu chiesto di tenere una conferenza alla Sorbona di Parigi. Si fece prestare una Phantom da un amico e ne riempì l'abitacolo con quasi 500 kg di cavolfiori, che fece poi cadere sulla strada gelata di dicembre quando entrò all'università. Non è dato sapere chi si ricordò della sua successiva conferenza su “Gli aspetti fenomenologici del metodo critico paranoico". Andy Warhol, “pupillo” del surrealista spagnolo, aveva una Phantom di proprietà, ma il costruttore non rivela particolari aneddoti in merito al modello del 1937, trasformato in shooting brake dieci anni più tardi. L'artista statunitense l'aveva adocchiato nel 1972 a Zurigo dove lo comprò per farselo mandare a New York. Il maggior interprete della pop art la tenne fino al 1978. “Lo Spirit of Ecstasy ha commissionato a un artista contemporaneo di reinterpretare la Phantom nello stile che ha proiettato questa audace corrente dallo Studio 54 al mainstream culturale”, informa una nota di Rolls Royce.