Meno di un’ora per aver ragione di Daniel Elahi Galan: Jannik Sinner ha fatto presto, anzi prestissimo, a sbrigare la pratica nel match inaugurale del Masters 1000 di Cincinnati. Cinquantanove minuti per piegare 6-1 6-1 il colombiano e staccare il biglietto per il terzo turno, quando se la vedrà col canadese Gabriel Diallo. Forse lo stesso staff del numero 1 si aspettava che Jannik impiegasse più tempo per chiudere il match a proprio favore. La “mossa” per tenerlo sulla corda? Allenamenti più o meno intensi sul cemento, sotto il sole cocente dell’Ohio. Allenamenti aperti alle telecamere, col microfono che – a volte – è in grado di giocare spassosi scherzi.

Trasmesse integralmente sul canale Youtube di Tennis Tv, le sessioni d’allenamento di Cincinnati sono seguite quotidianamente da migliaia di appassionati, intenzionati a “carpire” qualche segreto dei propri beniamini. E in effetti una chicca è venuta fuori: non una mossa tecnica, ma psicologica che Sinner utilizza per caricarsi. Un autoinsulto, che il campione altoatesino — evidentemente — utilizza per motivarsi e stimolarsi a fare sempre meglio. Un siparietto che ha coinvolto lo stesso Sinner e il suo coach, Simone Vagnozzi, impegnati in un lavoro specializzato sul rovescio.