Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 12:38

[La serie su nuove terapie sanitarie e costi economici continua da qui]

Buona parte dei trattamenti medici di cui abbiamo bisogno si concentra, per ragioni abbastanza ovvie, nel fine vita. Infatti nel corso della vita ci ammaliamo di molte malattie lievi che guariscono spontaneamente o grazie a terapie banali e ben sperimentate, di basso costo: ad esempio una terapia antibiotica comune raramente costa più di qualche decina di euro. Le terapie più avanzate e costose sono richieste nel caso di malattie gravi, e tra queste rientrano in gran numero quelle che possono causare la morte del paziente: tumori, insufficienze d’organo, malattie neurodegenerative, etc.

La letteratura medica è ricchissima di studi sul costo del fine vita; riporto di seguito soltanto qualche esempio. Uno studio canadese stimava nel 2014 che il costo dell’ultimo anno di vita, per tutti i pazienti indipendentemente dalla diagnosi, era responsabile del 9% del bilancio annuale della sanità. Se si considera che l’aspettativa di vita media è superiore agli 80 anni si vede bene come l’ultimo anno di vita comporti un costo molto elevato rispetto agli anni precedenti. Uno studio statunitense del 1994 stimava il costo delle terapie fornite nell’ultimo anno di vita ai pazienti assistiti dal programma Medicare in oltre 13.000 dollari, 7 volte superiore al costo annuale medio per paziente. Uno studio europeo valutava il costo medio degli ultimi sei mesi di vita in 46.000 euro, fornendo quindi un dato comparabile. Queste stime, pur con tutte le cautele di valutazione, si applicano all’intera popolazione e non a una frazione di essa e indicano quindi un problema di sostenibilità del sistema.