Se le nuove regole sulla condotta fossero state già in vigore, 48mila studenti sarebbero stati “rimandati” e avrebbero dovuto presentare l’elaborato critico in cittadinanza attiva e solidale previsto da uno dei due regolamenti di attuazione della legge 150/2024 approvati in Cdm il 30 luglio scorso: quello sulla valutazione degli studenti che modifica il Dpr 12 del 2009.
Le previsioni del ministero
La stima è contenuta nella relazione illustrativa di accompagnamento che prende in considerazione l’anno scolastico 2023/24. A tal fine, il Mim quantifica in 47mila gli alunni dei primi quattro anni delle superiori che hanno ottenuto un sei in comportamento negli scrutini finali. Con una percentuale che varia dal 3,6% in prima classe all’1,6% in quarta. Per loro e per altri mille studenti delle paritarie che si trovavano nelle stesse condizioni, se la stretta voluta dal ministra Giuseppe Valditara fosse stata operativa, sarebbe scattato l’obbligo di presentare la “tesina” prevista per evitare di perdere l’anno, come già accaduto invece ai 1.700 loro compagni di classe (oltre 1.500 dei quali iscritti agli istituti statali e poco più di un centinaio ai paritari) che hanno ottenuto meno di sei e che sono stati bocciati.






