Niente digital tax, ma una tassa - che a Bruxelles preferiscono definire contributo - sulle grandi imprese che operano in Europa. E poi i proventi che arrivano dal mercato degli ETS, dal CBAM, il dazio ambientale sulle merci provenienti da Paesi extra-Ue che applicano normative meno rigide sulle emissioni, un’accisa sul tabacco e una tassa sui rifiuti elettronici non smaltiti.
Da sempre oggetto di acceso dibattito comunitario, mai come alla presentazione di questo bilancio Ue le cosiddette nuove risorse proprie dell’Unione (in alcuni casi sigle a prima vista oscure ai non addetti ai lavori) sono state oggetto di attenzione, valutazione e, inevitabilmente, immediate critiche.






