Wall Street o non Wall Street, questo è il dilemma. Da decenni l’azionario Usa rappresenta il riferimento principale per gli investitori di tutto il mondo. Nonostante i mutui subprime. Nonostante la bolla Internet del 2001. Nonostante Trump? Stavolta no. Qualcosa si è rotto. Ecco perché, anche fra i consulenti finanziari ci sono differenze di vedute: conservare l’esposizione sugli Usa o andare in Europa?
Prima di Ferragosto e a nove mesi dalle elezioni di Trump, i consulenti si stanno quindi confrontando con i propri clienti per capire se mollare o no l’azionario America.
Portafogli scarichi di America
Per alcuni esperti la parola d’ordine è sottopesare gli Stati Uniti. I portafogli devono giocoforza considerare il fattore Trump. Conseguenza? Alcuni consulenti finanziari stanno uscendo da Wall Street, spostando gli investimenti dei clienti sull’Europa, complice anche un dollaro sempre più debole. «Sono negativa sul dollaro e sull’economia Usa – afferma Ida Pagnottella, consulente finanziario indipendente –. Europei e giapponesi stanno lasciando gli Stati Uniti per riportare i soldi a casa. In particolare i tedeschi vogliono rilanciare difesa e infrastrutture. Ecco perché consiglio di sovrappesare l’Europa».






