BORSO DEL GRAPPA (TREVISO) - Puntine da disegno disseminate lungo l’asfalto per fermare i cicloturisti durante i loro assalti estivi sul Monte Grappa. È il nuovo, pericoloso, trend lanciato da ignoti, che sembrano aver rinnovato una dichiarazione di guerra al ciclismo su strada. Nel giro di qualche giorno quella che sembrava esser stata una semplice disavventura per pochi è diventata una strage di camere d’aria. Anche ieri è arrivata una pioggia di segnalazioni, ma mancano le denunce: l’appello del Comune di Borso è proprio quello di segnalare i casi alla polizia locale e ai carabinieri, in modo da provare a identificare i responsabili. Tra le segnalazioni anche la foratura per una mountain bike elettrica che stava completando un sentiero.

«È una mancanza di rispetto non solo verso turisti e visitatori che attraversano quelle zone, ma anche verso tutti gli altri - mette in chiaro Federico Capraro, presidente della rete di imprese Visit Prosecco Hills, oltre che guida di Ascom Treviso - non si considera che il monte Grappa sta diventando una destinazione turistica. Questo deve portarci a un maggior senso di accoglienza e ospitalità nei confronti di chi viene a viverlo». Un salto non sempre facile da fare. E negli ultimi anni il turismo è letteralmente esploso tra il monte Grappa e le colline Unesco. Senza contare che i numeri sono resi ancora più grandi dai visitatori che vivono nelle vicinanze e che fanno delle uscite in giornata. A partire da ciclisti e cicloturisti, appunto. «Il Grappa e le colline Unesco sono diventati patrimonio dell’Umanità per la biosfera e il paesaggio - aggiunge Capraro - dobbiamo fare un percorso culturale: il patrimonio non è più nostro, ma dell’umanità. Non possiamo fare più ciò che vogliamo a casa nostra. Dobbiamo convivere tenendo conto di quello che è cambiato: non solo perché si è sotto i riflettori, ma perché siamo in un luogo che non è più quello di prima e che richiede un approccio e un rispetto diverso nei confronti dell’ambiente e delle persone che lo vivono e lo visitano, tendendo all’equilibrio di questa convivenza».