ROMA – Nei crepuscoli estivi, quando il cielo passa dall’azzurro all’indaco e l’avvento della prima oscurità evoca L’Impero delle luci di René Magritte, le cabriolet trasmettono emozioni indelebili che giustificano il prezzo del biglietto. Seppur con qualche rinuncia (pochi bagagli) e accortezza (borse morbide, cappelli, creme solari), viaggiare con il tetto ripiegato consente alla natura di ‘entrare’ nell’abitacolo e mentre la strada scorre soave immersa nelle “tiepide serate della stagione più bella” descritta da Hermann Hesse, si diventa parte integrante della scena paesaggistica.

Se il favoloso mondo delle drop-top è riconducibile alle origini dell’industria automobilistica, l’attuale proposta di cabriolet ha raggiunto entusiasmanti apici stilistici e prestazionali. L’offerta spazia da gratificanti compatte con listini da circa 35.000 euro, fino alle esclusive Gran Turismo italiane e inglesi, i cui prezzi possono agevolmente superare il mezzo milione.

Il comune denominatore dell’esperienza risiede nel piacere della guida en plein air e partendo dalle opzioni più accessibili, la scelta può ricadere sulla Mazda Mx-5 (la roadster più venduta della storia con meccanismo di apertura manuale) oppure orientarsi verso Mini Cabrio e Volkswagen T-Roc Cabriolet. Quest’ultima utilizza la medesima capote della dismessa Range Rover Evoque Convertible e in relazione agli ingombri, è una delle vetture con gli interni più spaziosi della categoria.