“Un messaggio sbagliato”, così la formalità che si concede il linguaggio dei britannici ha etichettato la decisione di Camilla, la regina, di accettare un passaggio sul mega yatch di un multimilionario di origine siriana che, tra le altre, è un generoso sostenitore del partito dei conservatori. O per lo meno lo è stato a lungo fino a che, nel 2000, le regole introdotte sulle donazioni ai partiti hanno impedito a chi non abbia il diritto di voto nel Regno Unito di foraggiare la politica del paese.

Tutto ha avuto origine da una foto della regina sapientemente scattata sulle coste greche e poi pubblicata sul Mirror. Nell’immagine si vede Camilla affacciata sul ponte della lussuosa imbarcazione con indosso un prendisole rosa mentre osserva le acque del Mediterraneo in una crociera che, stando al tabloid, l’avrebbe portata lungo la rotta delle località più belle dell’area. Re Carlo III, nel frattempo, si trovava in Scozia a svolgere i suoi doveri di monarca tra i castelli ereditati dalla madre Elisabetta II, Balmorql, e dalla nonna, la regina Madre a Mey.

Il sovrano è il capo dello Stato britannico e ogni settimana svolge colloqui regolari (e segretissimi) con il primo ministro di turno, a lui è impedito di votare e “l’imparzialità” dalla politica è una regola che la corona non si è mai permessa di mettere in discussione. Elisabetta II pare che una volta alzò il sopracciglio al cospetto di David Cameron, massimo segno di opinione narrata dalle cronache. Carlo, dal canto suo, ha sempre avuto un atteggiamento meno discreto guadagnandosi il soprannome di “impiccione” lasciando trapelare spesso le sue preferenze ed opinioni politiche, ma permettere alla moglie di accettare un invito a bordo di uno yatch da 30 milioni di sterline appartenente ad una famiglia così schierata politicamente è quanto meno uno scivolone da evitare.