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Una vita a disposizione dell'innovazione tecnologica che ha portato i suoi prodotti a essere conosciuti e venduti ovunque: chi era Steve Jobs e la creazione della multinazionale con la "mela morsicata"

"Stay hungry, stay foolish": come dimenticare il celebre detto conosciuto in tutto il globo di Steve Jobs, il fondatore di Apple, che parlò così nell'Università di Stanford nel 2005 invitando i laureati ad abbracciare questa filosofia mentre intraprendevano il loro nuovo percorso di vita. Avrebbe compiuto 70 anni il 24 febbraio scorso ma nonostante sia scomparso undici anni fa rimane sempre vivo e vegeto il suo ricordo per aver proiettato la tecnologia portatile (smartphone, pc, iPad e tanto altro) nell'era in cui si trova ancora adesso.

Jobs è cresciuto con genitori adottivi a Cupertino, in California, in quella che oggi è conosciuta come Silicon Valley: sebbene fosse interessato all'ingegneria, le sue passioni giovanili erano varie. Dopo aver abbandonato il Reed College di Portland, in Oregon, accettò un lavoro presso l'Atari Corporation come progettista di videogiochi all'inizio del 1974, risparmiando abbastanza denaro per un pellegrinaggio in India che lo aprì al buddismo. Rientrato nella Silicon Valley nell'autunno del 1974, Jobs contattò l'ex compagno di liceo Stephen Wozniak che lavorava per la Hewlett-Packard Company: fu a quel punto che Wozniak gli raccontò i progressi nella progettazione della scheda logica del suo computer e Jobs non esitò a chiedergli di mettersi in affari insieme. Il sodalizio iniziò dopo che la Hewlett-Packard rifiutò formalmente il progetto di Wozniak nel 1976.