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L'azienda di Cupertino prepara il passaggio di consegne più delicato dalla morte di Steve Jobs
Per Cupertino si profila un passaggio storico: secondo quanto riportato dal Financial Times, Apple avrebbe iniziato a definire in modo più serrato il piano che porterà all’uscita di Tim Cook dalla guida dell’azienda entro il 2026. Un’indiscrezione che scuote non solo il settore tecnologico, ma anche i mercati finanziari, consapevoli dell’impatto che un cambio al vertice avrebbe sulla società simbolo della Silicon Valley.
Cook, che compirà 65 anni a novembre, era diventato amministratore delegato nel 2011, in un momento estremamente delicato: il ritiro di Steve Jobs per motivi di salute e la sua scomparsa pochi mesi dopo segnarono uno dei capitoli cruciali nella storia dell’azienda. All’epoca, non pochi analisti dubitavano che l’allora responsabile delle operazioni potesse raccogliere l’eredità di un leader carismatico e rivoluzionario. Eppure, la traiettoria del gruppo racconta un’altra storia: dalla sua nomina, Apple è passata da una valutazione di circa 350 miliardi di dollari a quota 4.000 miliardi, cifra che ne ha consolidato lo status di gigante globale e messo a tacere gli scettici.








