Con la sentenza n. 121 del 2025, depositata il 25 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha affrontato un tema rilevante in ambito scolastico: l’estensione del bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale – la cosiddetta Carta docente – anche agli insegnanti con contratto a tempo determinato. La questione era stata sollevata dal Tribunale di Torino, che dubitava della legittimità costituzionale della norma che escludeva i docenti supplenti dal beneficio, anche quando assunti per l’intera durata dell’anno scolastico. In particolare, si sospettava una violazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione e si sollevava il problema della copertura finanziaria, chiedendosi se potesse giustificare tale disparità di trattamento.
Tale beneficio per la formazione annuale era originariamente assegnato solo ai docenti assunti con contratto a tempo indeterminato ma all’indomani dell’entrata in vigore della normativa, numerosi docenti non di ruolo hanno adito i tribunali contro il ministero chiedendo che venisse loro attribuita la carta docente.
L’ok dei giudici costituzionali
La Corte Costituzionale ha riconosciuto che i docenti a tempo determinato quando svolgono le medesime mansioni degli insegnanti di ruolo devono poter accedere agli stessi strumenti di formazione e aggiornamento professionale dei loro colleghi più fortunati. Riguardo alla copertura finanziaria, la Consulta ha precisato che spetta al Parlamento, e non al giudice costituzionale, trovare le risorse necessarie per dare attuazione ai diritti.






