MOGLIANO VENETO (TREVISO) - Pretendono di mangiare qualcosa al baracchino dei panini dopo la chiusura e, respinti, prendono a calci il furgone e poi il proprietario dell’attività, colpendolo ai reni. Attimi di paura alle 4 del mattino di venerdì 8 agosto nell’area di servizio del distributore Q8 in via Marconi a Mogliano Veneto. Mentre stava per chiudere il suo chiosco ambulante, il 67enne padovano Stefano Rossetto si è trovato davanti due individui, visibilmente alterati a causa della probabile assunzione di stupefacenti, che si sono scagliati contro di lui, costringendolo a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Rossetto è il titolare del chiosco ambulante “Le Delizie di Mastro Stefano”, che da 12 anni è parcheggiato in orario notturno proprio a Mogliano. In tanti anni di lavoro di notte, non era mai stato coinvolto in un episodio simile, anche se, per la particolarità dell’orario in cui opera, ne ha viste davvero di tutti i colori. In passato Rossetto ha lavorato molti anni a Padova, in zona Stanga.
«Erano le 4 di mattina e stavo per chiudere – racconta Rossetto –. A un certo punto sono arrivati due extracomunitari, probabilmente fatti di crack o di altre sostanze, che hanno preteso di ordinare qualcosa da mangiare quando ormai avevo finito. Davanti al mio rifiuto – per allontanarli ho anche detto loro che avevo appena cucinato del maiale, ipotizzando che fossero musulmani – hanno iniziato a inveire contro di me e si sono scagliati sul furgone per danneggiarlo. A quel punto, ho chiamato i carabinieri, ma intanto loro hanno continuato a battere sui vetri, rompendoli». «Sono stato costretto a scendere dal mezzo e in poco tempo è scoppiato il parapiglia – continua –. Ho ricevuto anche un calcio sui reni e sono finito a terra. Successivamente sono dovuto andare in pronto soccorso per accertamenti: fortunatamente non ho nulla di lesionato, anche se mi fa un po’ male respirare. Come ho già detto in altre occasioni, il problema grosso di questa zona è la droga. Poi credo che ci siano anche delle criticità rispetto all’argomento dell’integrazione. Abbiamo troppi stranieri sbandati e, in alcuni casi, a integrarci dobbiamo essere noi».









