SAN VENDEMIANO (TREVISO) - Si abbuffano di panini, patatine e bibite, chiedendo numerose modifiche rispetto agli ingredienti previsti dal menù. Poi, con un espediente tanto semplice quanto efficace, si dirigono all’uscita uno alla volta, salgono su una station wagon e si dileguano a gran velocità. «Quasi avessero messo a segno una rapina», commenta con ironia Mirko Ciprian, titolare dell’Amadeus. I protagonisti dell’ennesimo raggiro sono tre uomini, che questa volta hanno preso di mira la nota birreria, un tempo situata a Bosco di Vidor. Prima di svignarsela, hanno persino ordinato un ulteriore panino, non rinunciando a qualche aggiunta extra. Quando il piatto è arrivato al loro tavolo, però, di loro non c’era già più traccia.

L’episodio si è verificato all’ora di cena, quando la birreria di via Liberazione – la strada che dalla Pontebbana conduce all’imbocco dell’autostrada A27 e A28 – era gremita di clienti. Una posizione ideale per un locale, ma al tempo stesso esposta al continuo transito di automobili. Mirko, mastro birraio noto anche per il suo spiccato senso dell’umorismo, racconta che l’accaduto lo ha lasciato piuttosto indifferente. A indignarsi, invece, sono stati soprattutto i presenti. «Sono entrati in tre. Due mi sembravano di origini arabe, il terzo invece dell’Est Europa (ndr: Mirko li ha definiti «poco scandinavi»). Hanno sostato per qualche minuto nel corridoio, osservando con attenzione i movimenti all’interno del locale. Poi si sono accomodati e hanno ordinato tre panini, quattro porzioni di patatine e tre bibite. A un certo punto, uno di loro si è alzato per andare in bagno, mentre gli altri due si sono diretti verso l’uscita. Per evitare di destare sospetti alla cassa, l’uomo diretto in toilette si è fermato a chiedere un ulteriore panino. Ma, appena servito, ha tirato dritto fingendo assoluta disinvoltura e ha raggiunto i complici fuori dal locale». C’è però un dettaglio che continua a divertire il titolare: «Mi è sembrato comico che se ne siano andati sgommando, proprio come se avessero appena svaligiato una banca». Il conto, nel complesso, ammontava a una sessantina di euro. Il personale ha comunque diffuso un annuncio sui social e ha visionato le immagini della videosorveglianza, dalle quali si intravede la targa di un’auto straniera. «No, non era mai successo nulla di simile, e anche i clienti erano tutti sbalorditi e dispiaciuti – racconta Mirko, che non attribuisce troppo peso a questo episodio. – Una volta mi hanno forzato la porta per entrare a rubare, ma non portarono via nulla di significativo. Ben più grave, invece, fu la scoperta di alcuni ammanchi dovuti a un collaboratore: senza che me ne accorgessi, sottraeva denaro dalla cassa e alimenti dal magazzino. In quell’occasione sì, ci rimasi davvero male. Sono quelle le situazioni che mi lasciano davvero allibito».