«L’uomo che più di ogni altro si è battuto in Parlamento per la legge sui parchi nazionali». L’avvocato Gianluigi Ceruti, rodigino, laureato con una tesi su Benedetto Croce padre nel ‘22 della prima legge di tutela del paesaggio, «volto della patria», ambientalista, già deputato verde nella X Legislatura, cultore della storia e delle acque del Polesine compresa la leggenda su Fetonte, il mito del fiume Po sul quale scrisse l’ultimo libro, morto l’8 agosto a 88 anni, portava come una medaglia d’oro quell’omaggio che gli fece Antonio Cederna. E rideva di gusto ricordando come il mitico «Tonino» gliela avesse appuntata in un articolo dall’incipit strepitoso: «”A cosa servono i castori vivi?”, chiese una volta una signora tutto impellicciata a un naturalista. “Non servono a niente”, rispose, “Come Mozart”». Poche parole, il senso di una vita.