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Venerdì sera il presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan hanno firmato un accordo di pace alla Casa Bianca, in presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il rapporto conflittuale tra i due paesi del Caucaso meridionale durava dal 1988, aveva causato due guerre, una negli anni Novanta e una nel 2020, e nel 2023 aveva portato alla fuga di più di 100mila persone di etnia armena dall’Azerbaijan dopo l’attacco militare azero alla regione separatista del Nagorno-Karabakh. L’accordo di pace è il più grande successo che Trump abbia raggiunto finora nel suo tentativo di presentarsi al mondo come pacificatore internazionale.

Trump ha fatto mettere d’accordo i due paesi convincendo Pashinyan a permettere la creazione di un corridoio di circa 40 chilometri in territorio armeno che colleghi l’Azerbaijan alla Repubblica autonoma di Nakhchivan, una exclave azera che si trova tra i territori di Armenia, Turchia e Iran. Per riuscirci il presidente statunitense ha promesso all’Armenia che gli Stati Uniti si occuperanno dello sviluppo del corridoio e che sosterranno il paese nel caso in cui l’Azerbaijan dovesse intraprendere nuove azioni ostili. Inoltre Trump ha promesso a entrambi i paesi degli accordi bilaterali di sviluppo economico.