Il consigliere comunale di Forza Italia a Castellammare di Stabia, già candidato sindaco del centrodestra Mario D’Apuzzo attacca l’amministrazione comunale di centrosinistra per il contributo di 30 mila euro in servizi stanziato dal Comune per lo Stabia Pride del prossimo 20 settembre. Non si è fatta attendere la replica dell’associazione Vesuvio Pride che organizza l’evento di settembre “per fare chiarezza e respingere con fermezza le accuse”. D’Apuzzo, che ha definito il sostegno alla manifestazione uno spreco di risorse pubbliche e una carnevalata ideologica, contrapponendo la spesa alle urgenze irrisolte della città come strade dissestate e carenza di servizi.
"Quella di D’Apuzzo è una polemica becera e demagogica – ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza – Il Vesuvio Pride è un appuntamento importante che parla di inclusione e di difesa dei diritti civili in aree difficili. Usare la parola “carnevalata"; per un’iniziativa a tutela dei diritti delle fasce deboli alimenta l’omofobia. La nostra amministrazione interviene in tutti i campi a difesa dei più fragili e questo evento ne è una prova”.
Danilo Di Leo, presidente di Pride Vesuvio si è detto "particolarmente turbato" dall’accusa. "È sorprendente che nel 2025 si possano ancora sentire affermazioni del genere," ha dichiarato Di Leo. "Dimostrano una profonda mancanza di comprensione del significato del Pride. Dietro i nostri colori c’è la rivendicazione di una vita di sofferenze, vissuta negando la propria individualità a causa di una società che, come dimostra il consigliere D’Apuzzo, ancora oggi discrimina e fa in modo che la rete possa vomitare odio sulle persone LGBTQIA+. Il Pride non è una festa fine a se stessa, ma un momento di lotta per i diritti civili e per la libertà di essere se stessi. Non è una manifestazione esclusiva della comunità gay, ma un evento intersezionale che da anni include le istanze di tutte le persone che sentono il bisogno di rivendicare diritti e libertà negati dal patriarcato, dalle discriminazioni e dalle guerre. Il Pride, – ha concluso – è l’orgoglio di essere se stessi, non di essere migliori di altri. La data del 20 settembre, inoltre, è stata scelta per ricordare e celebrare la laicità del nostro Stato."






