Ecco l’ultima passerella della vergogna, per usare un epiteto gentile. Non si può che non definire così la sfilata di burqini (il costume integrale per le donne musulmane) andata in scena durante un festival dell’accoglienza a Marina di Carrara. «Accogliere, proteggere, promuovere, integrare e formare», questo lo scopo della «festa in piazza» promossa in collaborazione dai comuni di Carrara e Montignoso. Comuni, neanche a dirlo, a trazione rossa. Alla faccia dell’integrazione e della protezione, potremmo dire. «Il burqini - lo ha spiegato bene il vice segretario Lega, Silvia Sardone - essendo un costume da bagno femminile che copre interamente il corpo, rappresenta, al pari dei veli islamici integrali, un simbolo di non libertà per le donne».