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Ultimo aggiornamento: 7:50

Dopo una breve pausa, una nuova ondata di calore è alle porte. Uno dei modi di difenderci sono gli alberi che fanno il loro dovere, anche se spesso non ci rendiamo conto che non è soltanto questione di ombreggiatura. Fate un esperimento: mettetevi sotto un ombrellone. Siete all’ombra, ma se non c’è un po’ di brezza rischiate di finire lessati. Invece, se entrate nel folto di un bosco, vi accorgete subito della differenza. Anche se non c’è vento, è proprio più fresco. Ma perché?

Gli alberi non sono semplicemente l’equivalente biologico di un ombrellone o una tenda. Sono dei veri e propri condizionatori d’aria. Funzionano secondo il principio che quando si evapora qualcosa, acqua o un altro liquido, il risultato è un raffreddamento; c’entra di mezzo quella cosa che si chiama “entropia”. Gli alberi traspirano vapore acqueo dalle foglie e questo causa un raffreddamento. Non lo fanno per raffreddarsi, come facciamo noi con il sudore, ma per generare la differenza di pressione necessaria per tirar su acqua dalle radici, e con essa i nutrienti minerali essenziali per la loro vita.

Se guardate un albero in una giornata di sole, non vi rendete conto di quanta acqua sta evaporando. Si parla di centinaia di litri al giorno per un albero di dimensioni medie. L’effetto di raffreddamento di un singolo albero di medie dimensioni si stima come pari a quello di 2-4 condizionatori d’aria domestici. In ambienti urbani bene alberati, si parla di 3-5 gradi di temperatura in meno rispetto a quelli che non lo sono. Peccato che non possiamo piantare una quercia in salotto, ma perlomeno possiamo raffrescare l’aria in città.