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Il massacro di Cielo Drive consisté nell’omicidio di cinque persone: una di loro era l’attrice Sharon Tate, all’ottavo mese di gravidanza. Fu sepolta con il suo bimbo
C’è la tomba di un bimbo all’Holy Cross Cemetery di Culver City in California. Non c’è una data di nascita e una di morte, perché quel bambino è stato ucciso nell’alvo materno, prima di nascere. C’è solo il suo nome: Paul Richard Polański. Sarebbe stato il figlio del regista Roman Polański, mentre la madre era Sharon Tate, uccisa in un’oscura notte dell’agosto 1969 dalla Manson Family.
La sua storia continua a commuovere, non solo per una richiesta che l’artista fece ai suoi aguzzini in punto di morte, ma anche per via di un film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood. Nella pellicola, la storia del massacro viene riscritta e i tre responsabili del massacro vengono in realtà sterminati da due personaggi fittizi, uno stunt-man e un attore di film d’azione. Tarantino ha il merito di aver ritratto Tate con la sua personalità gioiosa - il suo amore per il ballo è diventato notissimo dopo l’uscita del film - e per la sua scelta moderna di essere sia madre sia attrice: pare infatti che, nonostante il successo, Tate abbia pensato di lasciare il mondo dello spettacolo per la famiglia. Ma a un certo punto ebbe un’epifania, poteva e voleva fare tutto: Tarantino ha descritto questa epifania in una scena in cui l’attrice è in un cinema e intorno a lei gli spettatori ridono alle sue gag. Purtroppo la storia vera non è scritta da Quentin Tarantino, che invece ha realizzato una bella fiaba: Tate non ha avuto più la possibilità di scegliere dopo il 1969.






