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Nonostante i dazi imposti da Trump l'export cinese è cresciuto del 6% nel primo semestre 2025. Pechino ha compensato il calo verso gli Usa espandendosi in nuovi mercati e puntando su prodotti hi-tech
La Cina continua a ripetere che "non ci sono vincitori nelle guerre tariffarie e commerciali". Di sicuro i dazi di Donald Trump non sono ancora riusciti a bloccare l'enorme macchina macchina dell'export di Pechino come invece auspicava il presidente statunitense. Basta dare un'occhiata agli ultimi dati: è vero che le esportazioni del Dragone verso gli Usa sono crollate a causa delle tariffe, ma quelle globali sono cresciute di quasi il 6% nella prima metà del 2025. Cosa significa? Semplice: che il Made in China ha preso nuove strade ma non è stato affatto bloccato da Trump. I prodotti cinesi hanno smesso di affluire nel mercato statunitense ma hanno trovato altri terreni fertili: Sud Est Asiatico, Medio Oriente, America Latina, India (e Asia in generale) e pure, in parte, Unione europea. Non solo: la Cina ha compensato i forti cali nelle categorie di prodotti di fascia bassa con beni hi-tech.






