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Fino a qualche anno fa, una delle prime preoccupazioni delle persone che si sottoponevano a un trattamento di medicina estetica era quanto tempo sarebbero durati effetti collaterali come gonfiori o lividi. Ogni scusa era buona per giustificare e nascondere gli eventuali segni in faccia: un intervento dal dentista, una reazione allergica. Il timore era di essere percepiti come eccessivamente vanitosi o troppo preoccupati del proprio aspetto fisico.
Oggi la situazione è diversa. La medicina estetica – cioè l’insieme di quei trattamenti non chirurgici e poco invasivi come il botox e il filler di acido ialuronico – è molto più accettata e viene largamente considerata uno strumento di cura e valorizzazione del proprio aspetto come tanti altri.
La spontaneità con cui celebrità e influencer parlano dei loro trattamenti di medicina estetica e interventi di chirurgia plastica – in cui rientrano quelli più invasivi – hanno contribuito in modo significativo a questo cambiamento culturale. E il modo in cui oggi commentatori e giornali di gossip parlano delle loro trasformazioni è un chiaro segno di come sia diminuito lo stigma: quelle più evidenti e notevoli vengono chiamate glow up, un’espressione inglese che letteralmente vuol dire “splendere”, e che ha quindi una connotazione positiva.







