Una stanza adibita a studio in un appartamento a Legnano, nel Milanese, e buone doti di comunicazione e promozione attraverso i social network.
Tanto è bastato a una 50enne albanese, intestataria di una partita Iva e nulla più, per avviare un lucroso centro medico estetico casalingo.
Come, di fatto, casalinga risulta essere lei stessa, senza alcun titolo per praticare iniezioni di botox e acido ialuronico o intervenire con dei filler, cosa che invece faceva riscuotendo anche un notevole successo. Adesso i militari della Guardia di Finanza della compagnia legnanese e i Carabinieri del Nas di Milano lo studio abusivo lo hanno chiuso su ordine del Pubblico Ministero di Busto Arsizio (Varese) Nadia Alessandra Calcaterra che ha coordinato l'inchiesta. La donna, che non è nemmeno estetista, è indagata per esercizio abusivo della professione medica. A suo carico c'è anche una denuncia per lesioni gravi presentata da una paziente che da mesi combatte con un problema di necrosi sulla sommità del naso dopo essersi sottoposta a un'iniezione di acido ialuronico. Alla paziente la 50enne aveva già proposto un risarcimento (la cifra non è nota al momento) con l'evidente scopo di calmare le acque. In realtà a quello studio abusivo gli inquirenti erano già arrivati monitorando l'attività sui social mirate a promuovere trattamenti scontatissimi.






