Risulta essere una casalinga, senza alcun titolo per praticare iniezioni di botox e acido ialuronico o per intervenire con dei filler, ma lo faceva (riscuotendo anche un notevole successo) nel centro estetico abusivo che gestiva.
La “struttura” era ricavata in un appartamento di Legnano (nell’hinterland milanese) e lì la donna, una 50enne albanese, intestataria solo di una partita iva, praticava anche trattamenti invasivi senza rispettare le indispensabili norme igienico-sanitarie: a seguito delle indagini del Comando provinciale della Guardia di finanza e dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Milano, è stata indagata per esercizio abusivo della professione medica.
Le forze dell’ordine l’hanno individuata tramite i social network, dove lei portava avanti un’intensa attività di autopromozione, pubblicizzando apertamente i propri servizi, che comprendevano fra l’altro trattamenti estetici con iniezioni sottocutanee di botulino, acido ialuronico e filler di dubbia provenienza: tutte pratiche che per legge devono essere effettuate da un medico qualificato.
La donna, che non è nemmeno estetista, è indagata per esercizio abusivo della professione medica. E a suo carico c'è anche una denuncia per lesioni gravi presentata da una paziente che da mesi combatte con un problema di necrosi sulla sommità del naso dopo essersi sottoposta a un’iniezione di acido ialuronico. Alla paziente la 50enne aveva proposto un risarcimento, evidentemente per calmare le acque.







