«Si ricordi che sono un giurista. E che non ho certo scoperto il garantismo adesso». L’assillo più grande di Giuseppe Conte, nel giorno in cui circondato da famiglia e amici soffia in Puglia su una torta con sessantuno candeline accese sopra, è che le contingenze dell’agenda politica gli appiccichino, un po’ come quei chewing gum che finiscono sotto le scarpe e che non se ne vanno facilmente, gli antichi tormentoni che andavano di moda una volta, quando gli anni avanzavano.