Quando parla lei, il Nazareno entra in agitazione. Pina Picierno, in pratica l’anti-Elly per meriti acquisiti nel Parlamento Europeo (e non solo).
Che cosa sta succedendo nelle Marche? Giuseppe Conte è diventato il vostro signor No?
«Succede che qualcuno si sente investito da una funzione censoria, da nessuno riconosciuta. Abbiamo una candidatura forte che appartiene alla grande tradizione di amministratori capaci del Partito Democratico, la migliore che possa offrire il paese. Strappare alla destra quella Regione è alla portata. Siamo stati colpiti da un’indagine, curiosamente anticipata da Italo Bocchino. Confido in ogni caso nel lavoro degli inquirenti, ma per una valutazione politica a me bastano le parole di Ricci. A Conte invece piace rimestare nel torbido, chiede le carte, tiene l’alleanza in attesa della sua sentenza. Io penso che così sia difficile costruire l’alternativa».
Lei chiede rispetto per i vostri amministratori e candidati. Da chi li difende?
«Mi rendo conto della difficoltà, ma è tempo di stabilire principi e valori condivisi: gli amministratori del PD lavorano quotidianamente, attraverso tutto il paese, per le proprie comunità. Amministriamo migliaia di municipi, città metropolitane, regioni, con una capacità e sobrietà diffusamente riconosciuta. Le analisi del sangue ce le fanno i cittadini tutti i giorni e certamente non dobbiamo dimostrare a Conte un bel niente».










