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La giovane pallavolista sarebbe morta per annegamento. Per fugare ogni dubbio bisognerà attendere l'esito degli esami tossicologi. Oggi la cerimonia funebre a Capaci

Sono ancora molti i dubbi da chiarire sulla morte di Simona Cinà, la pallavolista trovata senza vita all'alba di sabato scorso nella piscina di una villa privata a Bagheria, in provincia di Palermo, dove era in corso una festa di laurea. L'autopsia ha evidenziato la presenza di acqua nei polmoni, segno che la 20enne potrebbe essere morta per annegamento, forse a seguito di un malore. Ad ogni modo, per fugare ogni dubbio bisognerà attendere l'esito degli esami tossicologici, che saranno disponibili tra 45 giorni. Intanto questa mattina, nella Chiesa Madre di Capaci, si sono svolti i funerali della giovane atleta. "Si faccia chiarezza su quanto successo a Simona in quei minuti in 40 o 50 minuti. Noi viviamo questo momento d'attesa sorretti dalla nostra fede. Vedete, carissimi genitori, fratello e sorella di Simona il vostro è un dolore grande per due fattori. Innanzitutto l'irrazionalità. Capire il perché, la ragione di tutto questo", ha detto don Giuseppe Salomone, il prete che ha officiato la cerimonia, durante l'omelia.