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Ultimo aggiornamento: 18:22

Al termine dell’informativa del ministro Orazio Schillaci sulla prevenzione e il contrasto della diffusione del virus West Nile nella Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, sono intervenuti i senatori, nonostante la capigruppo avesse stabilito che non ci sarebbero state repliche da parte del ministro. Per eventuali risposte sul tema “scambiatevi il numero di telefono e il ministro vi risponderà per le vie brevi” dice il presidente della Commissione Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia.

Il primo ad intervenire è il senatore Andrea Crisanti, senatore dem, microbiologo e divulgatore scientifico. “Perché sulla West Nile siamo in questa situazione? – esordisce l’esponente Pd – È vero che l’80% dei casi sono asintomatici e c’è un caso grave su cento, quindi, probabilmente, la prima cosa che viene in mente è che in Italia ci sono 100mila casi d’infezione e voi avete trovato solo 5 casi asintomatici. Dove stanno tutti gli altri? Significa che il sistema di sorveglianza e controllo manca il 99% dei casi asintomatici e la maggior parte dei sintomatici”.

Crisanti spiega l’attività di prevenzione che si è svolta, a marzo, in Veneto. “Chiediamoci: perché quest’anno in Veneto non ci sono casi di West Nile? A me avrebbe fatto piacere che lei oggi ci avesse raccontato cosa hanno fatto le altre Regioni. Cosa ha fatto la Campania, cosa ha fatto il Lazio? Cosa hanno fatto le altre Regioni? Che direttive sono state date dal ministero a marzo? È vero, questa è una malattia per la maggior parte dei casi asintomatica, ma mi permetta, ogni morto che si può prevenire, è un morto di troppo”.