In relazione al virus West Nile, «la situazione è sotto controllo, costantemente monitorata ed in linea con gli anni precedenti. Il 12 agosto una delegazione sarà inoltre a Latina a Casera per un incontro con le autorità locali». Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nell’informativa fatta alla Commissione Affari sociali del Senato. «Non ricordo allarmi mediatici nel 2018 e 2022 sul virus West Nile nonostante in quegli anni ci siano stati più casi e decessi. Secondo l’Istituto superiore di sanità - ha rilevato Schillaci - ci sono ad oggi 145 casi confermati, 59 con malattia neuroinvasiva, e le regioni con maggior numero di casi sono Lazio e Campania. Sono 37 le province con circolazione del virus in 10 regioni».
Il ministro: «Nord meno colpito da West Nile per clima instabile»
«Negli ultimi anni - ha spiegato Schillaci - alcune malattie trasmesse da vettori, come le zanzare, stanno mostrando una diffusione sempre più ampia anche in Italia, soprattutto durante i mesi estivi. Sebbene il cambiamento climatico stia in generale ampliando le aree geografiche favorevoli alla trasmissione del West Nile virus, la sua circolazione effettiva in un determinato anno dipende in larga parte dalle condizioni meteorologiche stagionali, che possono favorire o ostacolare temporaneamente il ciclo di trasmissione. Nel 2025, le regioni del Nord Italia potrebbero vedere un interessamento da casi autoctoni più blando rispetto alle aree del Centro proprio a causa di un inizio estate caratterizzato da un andamento termico più fresco e instabile rispetto agli anni precedenti». L’Italia, ha inoltre sottolineato Schillaci, «ha una combinazione di fattori favorevoli per la circolazione del virus West Nike e altri arbovirus:mcollocazione lungo le rotte migratorie degli uccelli selvatici (serbatoi naturali) e temperature e habitat favorevoli alla moltiplicazione di vettori, in molte aree climaticamente idonee alla loro sopravvivenza ed espansione».












