Era arrivato a Buddusò da appena qualche mese dopo aver ricevuto la proposta di trasferirsi per lavoro nella sede dell'associazione del 118 Intervol, Marco Pusceddu, ucciso ieri sera sera a colpi di pistola da un uomo a volto scoperto nei locali della stessa associazione, non era molto conosciuto nella cittadina del Monte Acuto, dove operava come soccorritore, la sua grande passione.

Una relazione sentimentale conclusa da qualche tempo, ma che non aveva lasciato strascichi in Pusceddu, definito dai colleghi come un uomo sereno e allegro.

Alcuni mesi fa era stato ricoverato per una profonda ferita alla testa a seguito di un'aggressione subita in auto in una piazzola di sosta: privo di sensi, si era risvegliato solo in ospedale senza riuscire a spiegare come e chi lo avesse colpito.

Questo episodio, sul quale stanno indagando i carabinieri di Ozieri, potrebbe essere collegato al suo omicidio.

Il killer ha agito con estrema precisione e lucidità. Non vi è alcun dubbio infatti che la vittima prescelta dell'agguato fosse Marco Pusceddu: l'assassino ha esplicitamente richiesto di lui al collega che intorno alle 23 ha aperto la porta della sede dell'Intervol, ospitata in un edificio privato usato dall'associazione all'angolo tra via Pietro Nenni e via Ugo La Malfa.