A commentare la “svolta” spagnola è l’europarlamentare Anna Maria Cisint che sottolinea come «non è tollerabile concedere territorio e spazi all’islam. Si tratta di un arretramento inaccettabile dei nostri valori, che invece devono essere difesi con ancora più decisione contro chi vuole imporre, dentro casa nostra, la Sharia e sovvertire il nostro sistema democratico». È una battaglia di civiltà, di giustizia e di salvaguardia del futuro dei valori Occidentali, che dovrebbe riguardare tutta l’Europa e che parte da città simbolo come Monfalcone, dove la Cisint ha portato avanti questa battaglia. «I luoghi pubblici appartengono a tutti e non possono essere trasformati in luoghi di culto. Il Ramadan o la festa del Sacrificio, con il suo rito tribale che prevede lo sgozzamento di un agnello, non possono essere qualificati come “manifestazioni” ai sensi di legge e, proprio per questo, gli spazi pubblici non possono essere concessi per riti religiosi. Va anche detto che spesso questi eventi detti di “preghiera” entrano in contrasto con i valori sanciti dalla nostra Costituzione. Il diritto di culto va garantito, ma il suo esercizio collettivo deve svolgersi nel pieno rispetto delle leggi e delle regole. Nessuna eccezione. Nessuna resa»