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L'uscita di GPT-5, è il segnale che ci dovrebbe convincere che l’IA ormai, oltre ad essere uno strumento di uso quotidiano, dovrebbe diventare materia di studio, a scuola. Prima che l’ignoranza in materia possa sopraffarci
Pensare come un umano, o quantomeno rispondere come un esperto uscito da un Phd e pronto a risolvere problemi sempre più complessi. Ci sono voluti solo 32 mesi per raggiungere un livello di intelligenza artificiale così complessa, dall’esordio di ChatGPT alla versione numero 5, rilasciata ieri da Open AI. Una velocità impressionante che ormai ha messo in archivio la legge di Moore (ovvero quella per cui i processori avrebbero raddoppiato le loro prestazioni ogni anno) e che ci porta in una nuova era, non si sa ancora bene se di benessere o di pericolo. Più realmente forse di entrambi. Ma, in ogni caso, l’uscita di GPT-5, è il segnale che ci dovrebbe convincere che l’IA ormai, oltre ad essere uno strumento di uso quotidiano, dovrebbe diventare materia di studio, a scuola. Prima che l’ignoranza in materia possa sopraffarci.











