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Basta prendere in giro i cittadini italiani. Basta scambiare la transizione ecologica con l'estorsione mascherata. Se Taranto non vuole più l'Ilva, lo dica chiaramente. Ma con la stessa chiarezza accetti il prezzo
Siamo al capolavoro dell'ipocrisia istituzionale. Taranto vuole spegnere l'ex Ilva ma senza perdere nemmeno una mensilità. Si invoca la "salute pubblica", si piange sulle "morti da inquinamento", si sventola il vessillo del green deal pugliese, e intanto si fa la coda sotto i portoni ministeriali per strappare nuovi bonus, cassa integrazione illimitata, prepensionamenti ad personam e finanziamenti a pioggia. Una sceneggiata tragicomica, degna del miglior teatro napoletano. Ma qui non si ride: si paga. E a pagare, come sempre, è lo Stato. Cioè noi contribuenti, che in 13 anni di rimandi da un tribunale a un consiglio comunale e viceversa abbiamo visto andare in fumo una ricchezza economica stimata in 40-50 miliardi.






