TEL AVIV - Eyal Zamir è un duro. È stato lui a pianificare l’occupazione di Gaza. E probabilmente è stato promosso capo di stato maggiore dell’Idf quattro mesi fa proprio perché aveva messo nero su bianco i piani che più piacevano al primo ministro Benjamin Netanyahu. Invadere Gaza e togliere ad Hamas il controllo di quel che resta della vita civile nella Striscia. In sostanza quello che cercarono di fare gli americani in Vietnam. Allora la metafora era «togliere l’acqua» attorno alla resistenza dei Viet Cong, cioè separare guerriglia e popolazione civile, togliere il consenso alla lotta armata. Non andò benissimo e, tra le varie voci che circolavano ieri a Gerusalemme, c’è anche quella che il capo di stato maggiore Zamir abbia evocato davanti a Netanyahu di uno «rischio Vietnam». Ai collaboratori ha detto che «entrare a Gaza è come cadere in un buco nero». Il generale si preoccupa della vita degli ostaggi e, da tecnico, dell’esaurimento delle truppe e del logorio dei mezzi.