L'Italia si è fatta trovare pronta nel giorno uno dell'entrata in vigore dei dazi statunitensi sulle importazioni dall'Europa. Nelle stesse ore in cui Donald Trump, sulla piattaforma Truth, celebrava «il flusso di miliardi» attesi dalle tariffe imposte contro i partner commerciali, si allargava il numero delle imprese che possono richiedere finanziamenti agevolati per la transizione digitale ed ecologica. Da ieri, infatti, lo strumento messo a disposizione da Simest, la società del gruppo Cdp che aiuta le imprese sui mercati esteri, è stato aperto anche alle aziende che non esportano direttamente, ma che fanno parte di filiere con una vocazione internazionale.

Non si tratta ancora dei sostegni ric hiesti dalle imprese, per i quali il governo ha a disposizione una dote di circa 25 miliardi. Per quelli, occorrerà prima calcolare con precisione quale sarà l'impatto dei dazi. Assieme ad altre agevolazioni, la misura è però tra gli strumenti già attivi che, in un contesto di tensione commerciale, possono ora dare una spinta a determinati mercati e favorire la crescita del Made in Italy. La novità è stata approvata lo scorso 31 luglio dal Comitato Agevolazioni, composto dai Ministri degli Esteri, dell'Economia e delle Imprese, con la partecipazione anche delle Regioni. L'intervento è stato deciso in linea con quanto previsto dal decreto Economia, approvato mercoledì scorso in via definitiva dalla Camera. Nel concreto, alle microimprese potranno essere concessi finanziamenti agevolati fino a 500 mila euro. La cifra sale a 2,5 milioni per le pmi ea 5 milioni per le altre aziende. In questo caso, le risorse potranno essere utilizzate per metà in investimenti nella transizione e per l'altra metà nel rafforzamento patrimoniale delle imprese. Le stesse cifre ruotano attorno anche alla spinta verso il mercato indiano.