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Ultimo aggiornamento: 16:41

Ora che la guerra dei dodici giorni tra Iran e Israele è alle spalle, entrambi i paesi sostengono di aver ottenuto una vittoria militare. Questo accade sempre tra le parti in conflitto. L’Iran ha dimostrato la capacità del suo arsenale missilistico e Israele, con il supporto degli Usa, ha bombardato i siti nucleari iraniani nella speranza di annientarli.

Ma al di là delle guerre combattute sul campo, esistono anche altre dinamiche conflittuali, più insidiose perché meno visibili, che operano lentamente nel tempo e che possono invertire i risultati del presente, trasformando i vincitori in perdenti. Una di queste dinamiche di fondo, forse quella meno considerata, è quella demografica. Vale la pena allora di guardare a quello che accadrà nei prossimi decenni in Medio Oriente.

I dati più attendibili sono quelli forniti dall’Ined, l’Istituto nazionale francese di studi demografici. Questo centro studi produce periodicamente delle previsioni demografiche che arrivano ad abbracciare tutto il secolo, con risultati anche scioccanti. Per esempio, la Cina perderà da qui al 2100 il 50% della sua popolazione a causa delle precedenti restrizioni demografiche e di altri fattori. Per i nostri scopi mi limito alla prossima generazione, fermandomi al 2050. Come cambierà la popolazione nell’area critica del Medio Oriente nei prossimi anni e con quali conseguenze geopolitiche?