Nuova puntata dello scontro diplomatico tra Russia e Italia. L'incaricato d'affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, è stato convocato al ministero degli Esteri, che gli ha notificato una protesta per quella che ha definito "la campagna anti-russa nello spazio informativo italiano" e la "reazione sproporzionata" del governo italiano ad una lista di dichiarazioni postata dallo stesso ministero degli Esteri di quelle che ha definito "esempi di discorsi di odio" contro la Russia.

La mossa fa seguito alla convocazione la scorsa settimana alla Farnesina dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, in seguito alla pubblicazione sul sito del ministero degli Esteri russo di una lista di dichiarazioni di esponenti di 13 Paesi, della Ue e della Nato giudicate "esempi di discorso di odio" contro la Russia.

Tra queste, una frase del presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronunciata nel febbraio scorso in un discorso all'Università di Marsiglia in cui tracciava un parallelo tra le guerre di conquista del Terzo Reich tedesco e l'attacco russo all'Ucraina.

In una precedente lista, pubblicata nel 2024, comparivano anche dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto. "Da parte italiana, nel condannare l'inaccettabile aggressione russa all'Ucraina, non si sono mai espressi propositi contro la Federazione o la popolazione russa", aveva affermato il ministero degli Esteri italiano. Ma Paramonov aveva obiettato che i politici italiani citati nelle liste "si sono effettivamente distinti per una serie di affermazioni inappropriate e antidiplomatiche nei confronti della Russia". E lunedì, in un'intervista al quotidiano Izvestia, ha detto che, dopo il Covid, "due nuovi virus hanno penetrato le élite italiane, la russofobia e l'ucrofilia".