Forse non avrebbe voluto diventare una bandiera del Sassuolo, ma è andata così: Domenico “Mimmo” Berardi è vicino al rinnovo del contratto attualmente in scadenza nel 2027 per due o addirittura tre stagioni dopo una vita passata in neroverde. Se non è una bandiera lui, allora non lo è nessuno. Di fatto sta per firmare un contratto a vita. Ha appena compiuto 31 anni, nel 2030 ne avrà 36 e veste questa maglia da quando ne ha 16. Ad annunciarlo è stato Giovanni Carnevali, deus ex machina del club e, nel bene e nel male, padre professionale di Domenico. Carnevali è sia colui che ha valorizzato Berardi sia colui che ne ha ignorato le richieste di cessione. Non deve essere stato facile essere il giocatore di punta di un club che vende tutti, ma proprio tutti, da Scamacca a Raspadori, da Locatelli a Frattesi, passando per Sensi, Politano e Boga, tranne te.

Per anni è sembrato che il prezzo del cartellino di Berardi venisse alzato ad arte rispetto alle offerte, mentre quello dei compagni, al contrario, fosse modellato in base ad esse. Nonostante questo sospetto, Berardi non ha tirato fuori certificati medici, non ha svuotato alcun armadietto, non ha disertato gli allenamenti. È sempre stato al suo posto, prima da talento un po’ naïf, poi da capitano e simbolo del club. Il massimo che si è concesso sono stati un paio di alterchi con i tifosi che lo insultavano e qualche dichiarazione a mezza voce sul desiderio di misurarsi in un top club.