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Ultimo aggiornamento: 14:40

“Vanno prese tutte le misure necessarie ad assicurare che nessuno dei collaboratori del Cern diventi direttamente o indirettamente complice delle campagne terroristiche e militari in Medio Oriente”. È la conclusione di un appello firmato da centinaia di scienziati del Cern di Ginevra, il più grande laboratorio di fisica delle particelle al mondo, che chiedono agli organismi di vertice (Consiglio e Direttorato) di rivedere i rapporti di collaborazione scientifica con Israele, Stato membro dell’istituzione dal 2013, a causa del massacro in corso a Gaza e delle occupazioni illegali in Cisgiordania. Finora la petizione (il testo in inglese è disponibile qui) è stata sottoscritta da 828 dei 12.406 ricercatori interni, di cui 77 hanno scelto l’anonimato, più altri 298 accademici da tutto il mondo, per un totale di 1.126 studiosi. Sulla base di un parere richiesto a due esperti italiani di diritto internazionale, Alessandra Annoni e Luigi Daniele, il documento chiede che “tutti gli attuali e futuri partner situati in Israele – incluse aziende e istituzioni accademiche e di ricerca – mostrino un chiaro impegno a rifiutare ogni forma di collaborazione con autorità, istituzioni o aziende israeliane che contribuisca, direttamente o indirettamente, all’occupazione illegale del territorio palestinese o ad altre gravi violazioni del diritto internazionale, inclusi genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità“. Nel caso in cui un partner non rispetti questi impegni, “il Cern dovrebbe sospendere tutte le forme di collaborazione istituzionale”.