Èuna sentenza destinata a far discutere quella pronunciata oggi dalla Corte costituzionale tedesca a proposito dell'utilizzo da parte delle forze dell'ordine di cosiddetti trojan, vale a dire software spia installati sui dispositivi elettronici senza che il proprietario ne sia a conoscenza e che permettono alle forze dell'ordine di controllare, ad esempio, i servizi di messaggistica.
Il ricorso alla corte era stato presentato da attivisti e giornalisti preoccupati per un uso incontrollato di questi sistemi.
La Corte di Karlsruhe ha ammesso solo in parte i ricorsi e solo per alcune norme specifiche, riconoscendo che in alcuni casi l'utilizzo dei trojan può essere illegittimo perché non proporzionato. Per limitare il diritto all'autodeterminazione digitale occorre che esista un "pericolo concreto alla vita, all'integrità e alla libertà". Ad esempio, la norma che stabilisce l'installazione dei trojan per indagare su reati, che prevedono solo una pena detentiva massima di tre anni o meno, è stata dichiarata nulla dalla Corte, proprio perché lede questo principio di proporzionalità.










