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Si allarga lo scandalo per la gestione allegra dei contributi per il centro migranti di Tegel. La Corte dei Conti di Berlino mette sotto accusa la rendicontazione delle spese per la sicurezza
Dietro l’ossessione per l’accoglienza, spesso si nascondono interessi che poco hanno a che vedere con la solidarietà. A Berlino è finito nel mirino della Corte dei Conti il centro di accoglienza migranti nell’ex aeroporto di Tegel, dove oltre 100 milioni di euro per i servizi di sicurezza sarebbero stati spesi in maniera fin troppo disinvolta. Dopo un’inchiesta giornalistica, la società che aveva in gestione la ristrutturazione dell’impianto ha annunciato che si farà da parte ma l’inchiesta del Senato dello stato del Brandeburgo è solo all’inizio e potrebbe portare a scoprire irregolarità ben più serie nelle prossime settimane.
A scoperchiare il proverbiale vaso di Pandora ci ha pensato il quotidiano berlinese Tageszeitung, la cui inchiesta pubblicata lunedì ha mostrato come le ricevute per i costi relativi alla sicurezza del centro migranti di Tegel fossero del tutto inadeguate e spesso gestite in maniera arbitraria. La reazione del Senato del Brandeburgo, responsabile in gran parte dei fondi per la gestione del più grande centro migranti d’Europa, è stata immediata: un portavoce ha annunciato che la società responsabile di queste irregolarità si è tirata fuori dalla ricostruzione dell’impianto. “Dopo le discussioni intercorse il 5 agosto, Messe Berlin ha annunciato che non si occuperà più della ricostruzione dell’impianto di Tegel”.






