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Protesta clamorosa in Riviera: “Troppi chilometri da coprire, pochi mezzi e nessun rinforzo”. La Regione valuta la precettazione.

A Rimini, nel cuore della Riviera romagnola, i bagnini incrociano le braccia. Non è solo una questione di diritti sindacali, ma anche – e soprattutto – di sicurezza. Sabato prossimo, in uno dei weekend più affollati dell’estate, le torrette resteranno vuote, i pattini fermi, i binocoli appesi: è il primo sciopero ufficiale dei bagnini.

A scatenare la protesta è una ordinanza regionale introdotta nel 2024 e ancora in vigore, che impone turni alternati di vigilanza tra le 12:30 e le 14:30 – proprio durante la tradizionale pausa pranzo. A pagarne le conseguenze sono i bagnini, costretti a sorvegliare fino a 300 metri lineari di spiaggia da soli, il doppio rispetto al consueto raggio d’azione. Una situazione che, denunciano, mette a rischio la sicurezza di bagnanti e operatori.