Alla fine di luglio, l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (Cpi) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha pubblicato un’analisi del prezzo delle sigarette in Italia e negli altri Paesi europei, e dei possibili effetti dell’aumento della tassazione sul tabacco, come proposto dall’Associazione italiana di Oncologia Medica (Aiom), Fondazione Aiom, Fondazione Veronesi, Fondazione Airc e Istituto Mario Negri di Milano.

L’idea ha come primo obiettivo quello di scoraggiare il tabagismo, è quella di aumentare di 5 euro il costo di ogni pacchetto di sigarette (in pratica, quasi raddoppiandolo) ed è stata presentata ufficialmente in Senato lo scorso ottobre. Oggi arrivano le osservazioni dell’Osservatorio dei Conti pubblici.

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Le conclusioni dell’analisi dell’Osservatorio Cpi

Come spiegato anche in un articolo pubblicato su Affari&Finanza il 2 agosto, secondo il centro di ricerca meneghino l’aumento della tassazione potrebbe non scoraggiare il consumo di tabacco in Italia, portando quindi a “benefici limitati in termini di salute”. E, al contempo, potrebbe far aumentare la vendita di contrabbando, con benefici limitati anche per le tasche dello Stato. Una conclusione che, però, non convince i promotori dell’aumento di prezzo.