C’era un tempo in cui le scottature solari erano incidenti di percorso, fastidi da evitare, campanelli d’allarme del corpo che ci chiedeva una tregua. Oggi, grazie (o meglio, a causa) di TikTok, diventano sfide. Diventano contenuto. Il nuovo trend si chiama “Sunburn Challenge”: ragazzi e ragazze si espongono volutamente al sole senza protezione solare, per ottenere scottature evidenti, contorni di costumi marcati, segni di mani o disegni lasciati apposta sulla pelle. Il risultato? Un corpo arrossato che diventa virale. E una ferita che diventa estetica.
Ma cosa c’è davvero dietro tutto questo? Non è solo una scottatura: è un messaggio. Scottarsi non è mai una scelta neutra. Lo sa bene ogni medico che ogni anno ricorda come un’esposizione eccessiva al sole aumenti drasticamente il rischio di tumori cutanei, in particolare il melanoma. Ma non è solo la pelle a soffrire. È il messaggio che ci dovrebbe far paura: “Se soffro, se mi rovino, se mi spingo oltre, allora valgo di più. Allora mi vedono”. Perché in fondo questo trend non parla solo di sole. Parla di visibilità, di approvazione sociale, di fragilità esistenziale.
Meno alcol, meno fumo, più solitudine digitale. E se il nuovo sballo fosse l’algoritmo?










