In Svezia è stato effettuato per la prima volta al mondo un trapianto di cellule pancreatiche allogeniche che producono insulina senza usare farmaci immunosoppressivi per bloccare il rigetto. Un risultato emozionante per la diabetologia che allarga il potenziale uso di questa tecnica. Le cellule, impiantate nel muscolo dell'avambraccio, hanno mostrato una limitata ma rilevabile attività funzionale, iniziando a produrre insulina. Il caso, che rappresenta una prova di principio di 'immunoescape' cellulare nell'uomo, è stato descritto in un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team dell'Università di Uppsala, in Svezia.
Alice Degradi: “Il diabete non mi ha fermata. Ora gioco nella Nazionale di pallavolo”
09 Luglio 2025
Le cellule utilizzate nel trapianto fanno parte di una nuova terapia sperimentale chiamata UP421. Si tratta di cellule pancreatiche ottenute da un donatore, poi modificate geneticamente per sfuggire al sistema immunitario del paziente. Questo approccio - fanno sapere dalla Società italiana di diabetologia - nasce da una lunga fase di ricerca preclinica, condotta in particolare dalla professoressa Sonia Schrepfer, che in studi su modelli animali aveva già dimostrato come cellule così modificate potessero sopravvivere senza essere rigettate. Nell'uomo, è la prima volta che questa strategia viene testata.






