PALENCIA - Negli stabilimenti Renault di Vallodolid e Palencia la metà del management è femminile mentre tra le maestranze tale percentuale scende al 25%. È una notizia inusuale e di esso può esserne fiero la Spagna, che è il secondo paese produttore di automobili in Europa con 2,4 milioni di unità all’anno, e anche Renault che da questo cluster composto da tre impianti sforna circa 350mila pezzi all’anno, il 14,5% di tutta la propria produzione, di questo il 50% è ibrido e il 90% viene esportato. In più c’è la refactory di Siviglia, pezzo fondamentale di un sistema circolare che conta su oltre 8mila persone e 1.056 robot, nel 2025 raggiungerà la neutralità carbonica e dal 1978 ha prodotto oltre 8 milioni di vetture. Oggi vi si assemblano Espace, Rafale, Austral, Symbioz e Captur insieme alla Mitsubishi ASX e prossimamente la nuova Eclipse grazie ad una rete consolidata di fornitori, la quasi totalità distante meno di 50 km.
Un bel vantaggio quando c’è da gestire un via vai di 5mila tra furgoni e camion al mese. Ma il traffico più intenso dalle parti di Palencia e Vallodolid non è quello materiale, bensì quello dei bit. Da qui transitano infatti 5 milioni di dati al secondo che provengono dal sistema produttivo e che permettono l’integrazione e il controllo di tutti i parametri. Il cuore di tutto, la classica sala dei bottoni, è in realtà una sala di schermi che mostrano in ogni istante come stanno marciando le linee di produzione, anche quelle degli altri impianti di Renault nel mondo, quanta energia consumano e quanta CO2 emettono ed è qui che, puntualmente alle 7:45, i dirigenti si riuniscono per studiare i dati del giorno prima ed individuare o anche anticipare criticità e punti di miglioramento. Fondamentale è l’aiuto l’Intelligenza Artificiale con due sistemi distinti sviluppati da Renault stessa insieme ai propri partner e impiegati in vario modo. Ad esempio, il Python è un semplice apparecchio di scansione tridimensionale che, dopo una settimana di auto-apprendimento, riesce ad individuare immediatamente imperfezioni ed errori di accoppiamento nell’ordine dei centesimi di mm acquisendo 4,9 milioni di immagini al minuto.










