L'acqua dolce sta diminuendo a un ritmo allarmante. I cambiamenti climatici e l'eccessivo sfruttamento delle falde acquifere stanno infatti drasticamente riducendo le riserve di acqua dolce e al contempo contribuendo all'innalzamento del livello del mare. A riferirlo è un nuovo studio dei ricercatori dell'Arizona State University che hanno mostrato come i continenti abbiano subito una perdita d'acqua dolce senza precedenti dal 2002, minacciando, quindi, la disponibilità idrica per la popolazione mondiale. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

La perdita di acqua dolce

Per stimare le variazioni della quantità totale di massa d'acqua immagazzinata nei continenti, tra cui fiumi, falde acquifere sotterranee, ghiacciai e calotte glaciali, i ricercatori hanno passato in rassegna oltre un decennio di dati provenienti delle missioni satellitari US-German Gravity Recovery and Climate Experiment (GRACE) e GRACE-Follow On (GRACE-FO). Dalle analisi, il team ha scoperto che tra il 2002 e il 2024 si sono verificate drastiche riduzioni di acqua dolce. In particolare, è emerso che le aree soggette a siccità non solo stanno diventando sempre più aride, una tendenza prevista dai cambiamenti climatici, ma si stanno espandendo di oltre 800 mila chilometri quadrati all'anno, un'area grande quanto Regno Unito e Francia messe insieme.