«Il combustibile solido secondario (Css, ndr) ha un potere calorifero paragonabile a quello del carbone, ma un impatto ambientale ed economico molto minore: abbatte sia la produzione di CO2, fino al 70%, sia i costi di approvvigionamento di chi lo usa, portando un importante risparmio, che si riflette d’altra parte su un guadagno per chi lo produce. Il suo utilizzo inoltre concorre agli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti in discarica. Senza contare che potrà essere di prossimità, annullando lunghi viaggi all’estero». Lucia Leonessi, direttrice generale di Confindustria Cisambiente, sintetizza così i benefici ambientali ed economici del Css. Il suo utilizzo nelle cementerie è stato ora promosso dalla misura, contenuta nel Ddl Semplificazione, che ha ricevuto il via libera dal consiglio dei ministri lunedì scorso.
La filiera italiana
«Siamo molto soddisfatti di questa norma. È una battaglia che abbiamo intrapreso fin dalla nostra nascita, nel 2016, visto che il decreto Clini dichiarava la conformità del Css già nel 2013. Abbiamo tra i nostri associati tutti i produttori di questo materiale, che negli anni hanno creato una filiera italiana di valore. Ora si aprono nuove prospettive: l’importazione di rifiuti per produrlo, la lavorazione degli scarti tessili, la valutazione dell’opzione del Css per alimentare le centrali a carbone ora in chiusura. Può essere un’occasione di ulteriore crescita del Paese».






