Il centro ustioni dell’ospedale Niguarda è appena stato rafforzato. Da 10 postazioni non isolate si è passati a 12, 5 delle quali di terapia intensiva — dove il paziente può essere intubato — e 7 di sub intensiva, tutte con possibilità di isolamento. Un potenziamento che, secondo l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, dovrebbe permettere di curare tutti i lombardi ustionati «in casa», senza necessità di trasferimento in altre Regioni. Eppure i letti non bastano ancora. Colpa, tra le altre cose, dell’«emergenza barbecue» e più in generale di quegli incidenti domestici che sarebbero facilmente evitabili, con un po’ d’accortezza. «Alla fine di luglio abbiamo raggiunto il record di 26 ustionati gravi ricoverati», spiega Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro ustioni e Chirurgia plastica ricostruttiva —. Ora se ne contano 20». Quasi il doppio dei letti dedicati.
L'estate della «griglia selvaggia»: a Milano 26 ustionati gravi in sette giorni. «L'alcol sulla fiamma diventa una molotov»
Il centro ustioni del Niguarda è appena passato da 10 postazioni a 12, tutte con possibilità di isolamento. Ma il reparto è in overbooking anche per le cattive abitudini dei grigliatori irresponsabili: prima tra tutte l'uso di alcol per accendere il fuoco. «A luglio record di casi gravi»






