Giuseppe Conte è il perfetto rappresentante del M5s da lui guidato: tutto e il contrario di tutto. Si pensi per esempio a come si distinse per aver lasciato da solo il suo ministro, Matteo Salvini, quando le toghe rosse si sono scatenate contro la politica dei porti chiusi, cavalcata sia dalla Lega sia dai grillini. E non stupisce che oggi sia il principale accusatore del governo Meloni sul caso Almasri.

"Prima ancora della politica, esistono le persone, gli uomini e le donne che si assumono la loro responsabilità - ha spiegato Daniele Capezzone, ospite del Tg4 -. Giorgia Meloni l'ha fatto e quindi giù il cappello. Ha ragione da vendere, non solo nello svolgimento dei fatti, ma anche nel rivendicare la sua responsabilità. Giuseppe Conte, non solo non lo fece all'epoca... quando Salvini era suo ministro Conte alzava i cartelli in conferenza stampa dicendo: 'decreto Salvini', quindi era d'accordo. Quando Salvini prendeva le decisioni di chiudere i porti, gli altri grillini come Toninelli che era ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti faceva comunicati per dire: 'sì, sì, siamo d'accordo. Anzi stiamo decidendo insieme'. Perché la cosa era popolare quindi piatto ricco mi ci ficco. Quando poi Salvini è stato attaccato dalla magistratura, loro lo hanno mandato a processo - ha concluso il direttore editoriale di Libero - e quando Conte viene chiamato a testimoniare dice per venti volte: 'non ricordo'. Ma come si fa?".